La storia ha dormito a Lampedusa

corsari a LampedusaLo so, può sembrare strano mentre siamo qui, dopo una giornata di mare, di immersioni ed una buona cena, pensare che a Lampedusa sia passata tanta storia: quest’isola che ci è sembrata così remota è  stata invece protagonista di tanti eventi.
Tanti uomini e donne senza nome si sono avvicendati su questo piccolo lembo di terra e, giusto per curiosità, vale la pena di ricordarne qualcuno, magari tornando indietro di secoli.
L’isola ha passato vari periodi in cui è stata prevalentemente disabitata, oppure rifugio di pochi uomini e donne, o luogo eletto di eremitaggio, grazie alla sua posizione strategica nel mediterraneo.
Degli uomini del Neolitico non resta più nulla, se non le testimonianze scritte e fotografiche risalenti le une al Prof. Pietro Calcara nella metà dell’800, le altre all’archeologo inglese Thomas Ashby ai primi del ‘900.
Ma ancora testimonianze varie di epoca fenicia, poi greca, poi ancora cartaginese per arrivare  ai Romani seguiti dai Vandali che la depredarono, gli succedettero i Bizantini cui seguirono i Saraceni e poi ancora le popolazioni mussulmane finchè, con la conquista normanna Lampedusa non ricadde nel regno di Ruggero II.
Le acque circostanti l’isola furono teatro di varie battaglie e Lampedusa ricoprì un ruolo strategico nel periodo delle Crociate: parte della flotta di Andrea Doria diretta a Mahdia - che fu poi conquistata - vi fece naufragio ed è lecito pensare che molti marinai si rifugiarono sulla terra ferma. Il famoso pirata Dragout,  per ritorsione alla conquista di Mahdia, dopo pochi anni  vi si recò mettendola a ferro e fuoco.
E come non ricordare il marinaio Anfossi che, sfuggito alla prigionia, rifugiatosi all’interno dell’isola scoprì un altare con una tela raffigurante la Madonna e questa tela usò come vela per l’imbarcazione di fortuna che l’avrebbe riportato nella natia liguria.
E nel XIII secolo Lampedusa annovera fra i suoi ospiti addirittura il Re di Francia Luigi IX - poi divenuto santo - a quanto dice il cronista dell’epoca Jean de Joinville che ci lascia anche un’ descrizione delle grotte di Cala Madonna.
E poi i Tomasi, i Gatt, Fortunato Frenda che, autoproclamandosene padrone, diede il via alle vicende che condussero a Lampedusa, nel 1843, il tenente di vascello della Real Marina Bernardo Sansivente con l’incarico di far prosperare l’isola al punto tale che la stessa venne “onorata” anche da una visita di Federico II con la moglie.
Poi, con l’annessione al Regno d’Italia, sbarcò il regio commissario Ulisse Maccaferri che doveva trasformare l’isola in colonia penale: l’economia venne ristretta e, a “dormire” a Lampedusa, vennero i galeotti.
Ed arriviamo infine alla seconda guerra mondiale quando, sempre “grazie” alla sua posizione strategica, l’isola era presidiata da circa 4400 uomini al comando del Tenente di Vascello Bernardini; e mi piace pensare che tutti quegli uomini, seppure in un momento così tragico della loro vita, abbiano potuto trovare nella magia dell’isola sollievo rispetto a quello che li aspettava.





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