Lampedusa e le balene

Le balene sono dei mammiferi maestosi, entrati a pieno titolo nell’immaginario collettivo per la loro mole e per la particolarità del loro apparire e sparire dall’acqua. È facile rimanere colpiti da un animale così fuori dall’ordinario: non hanno le linee fluide dei delfini o dei pesci, sono grandi, eppure appaiono e scompaiono nell’acqua con una naturalezza che ci lascia stupiti, sopratutto pensando alla loro stazza. Protagoniste di tanta letteratura, sia per grandi che per bambini: come non ricordare Moby Dick di Melville? Scritto nel 1851, ambientato nell’oceano, racconta della sete di vendetta di Achab, capitano di una nave baleniera nei confronti di Moby Dick, un enorme balena bianca, più precisamente un capodoglio che, in un precedente scontro, lo aveva menomato: è un racconto “forte”, dove la descrizione della cieca sete di vendetta del Capitano Achab si scontra con la potenza e la distruzione che la balena semina attorno a sè. Altra balena famosa è quella descritta da Collodi nel suo Pinocchio, racconto del 1881, seppure non è ancora ben chiaro se fosse una balena od un pescecane. Viene appellata come “pescecane” ma la descrizione che ne viene fatta riporta più ad una balena ed anche lei ha il suo bel da fare ad inghiottire Geppetto, Pinocchio, pesci e mercanzie varie. E sfido chiunque a dire che, da bambino,  la narrazione di questo enorme animale non l’abbia intimorito un poco, ma le balene non sono poi così “cattive”! Sono dei mammiferi marini e fanno parte del gruppo dei Cetacei, che conta ben 85 specie, di differenti dimensioni. Una caratteristica interessante è la loro divisione in due sottogruppi: quello degli Odontoceti, cioè quelli forniti di denti e quello dei Misticeti,  che hanno invece, al posto dei denti, i fanoni, tessuto corneo a frange che viene utilizzato come filtro dell’acqua marina per poi trattenere plancton o piccoli crostacei. In effetti c’è un poco di confusione fra le balene e le balenottere appartenenti al secondo sottogruppo ed i capodogli, che raggiungono anch’essi dimensioni ragguardevoli ma sono nel gruppo degli odontoceti: quindi forse dalla confusione sulle dimensioni sono nate le imprecisioni sulle balene “carnivore”. Seppure somiglianti ai pesci basterebbe guardare la loro pinna caudale per accorgersi della prima differenza con questi: balene, delfini, orche etc hanno la pinna della coda orizzontale rispetto al corpo, i pesci l’hanno verticale; i pesci hanno le branchie, le balene i polmoni e, sopratutto, la loro organizzazione sociale, le comunicazioni fra i gruppi e i loro comportamenti raccontano di animali assolutamente evoluti. Fortunatamente, seppure non in numero esorbitante, la balena, o meglio la balenottera  comune, è presente anche nel mediterraneo e tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera non è raro incontrarla nei mari di Lampedusa mentre approfitta del concomitante passaggio di plancton di cui si nutre,  prima di migrare verso il Santuario delle Balene del mar ligure. Un’altra buona ragione per recarsi su questa splendida isola e sopratutto per viverla anche fuori dai flussi turistici maggiori.





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