Piccoli riti quotidiani a Lampedusa

GabbianoQuando siamo in vacanza vogliamo, oltre che riposarci e goderci il luogo, anche sfuggire dalla monotonia quotidiana che caratterizza, in negativo, le nostre giornate.

Eppure non c’è nessuno che, una volta in vacanza, sfugga ai piccoli riti quotidiani del posto: un modo, forse, per sentirsi parte del piccolo paradiso che si è guadagnato, faticosamente, dopo un anno di lavoro.

E quale miglior paradiso dell’isola di Lampedusa?

Ed anche quest’isola ha i suoi piccoli, grandi riti “vacanzieri”.

Primo fra tutti, visto che il modo più veloce di raggiungerla è l’aereo, riguarda il procurarsi un mezzo di locomozione che consentirà di visitare tutta l’isola via terra: per i più avventurosi c’è un’ampia scelta di “due ruote” ma l’emblema della vacanza è senz’altro rappresentato dalla mitica Mehari. Questa piccola autovettura della Citroën è l’oggetto del desiderio di tutti i turisti, agognata e ricercata, nonostante la vetustà - entrò in produzione nel 1968 e l’ultima fu prodotta nel 1987 - rappresenta l’archetipo della vacanza al mare, libera e spensierata, la “spiaggina” era ed è tuttora simbolo di allegria e non se ne dolgano le più blasonate fuoristrada ma il fascino di scorazzare per Lampedusa a bordo di una di queste è parte integrante del “sentirsi in vacanza” sull’isola.

Altro rito irrinunciabile è quello che vede il turista approcciarsi alle coste dell’isola: e quindi anche quello del giro in barca, magari  su una piccola “lancia” da pesca, accompagnati da uno dei tanti pescatori locali, inesauribile fonte di racconti e “posticini speciali”, è uno dei riti che non si possono mancare a Lampedusa; ovviamente ci sono anche giri meno “rustici”,  con barche attrezzate di tutto punto che vi porteranno, pranzo a bordo compreso, a visitare i luoghi clou delle sue coste ma un giro con i pescatori è un rito dal sapore antico da non sottovalutare.

Altra cosa irrinunciabile di Lampedusa sono i suoi straordinari tramonti, e frasi trovare dal sole pronti al suo spettacolo di chiusura è una delle cose che, personalmente, raccomando di far divenire un rito quotidiano: credetemi, non vi stancherete mai di guardare il sole scomparire nel mare all’orizzonte lasciandosi dietro una scia di colori spettacolari e mai uguali.

Ma, tornando a riti più prosaici, non possiamo dimenticare quello della passeggiata serale su via Roma, la strada principale di Lampedusa, con i suoi bar ed i suoi locali per tutti i gusti. Nell’isola ormai i bar non si contano più e sono tutti ottimi ed ognuno di voi potrà scegliere quello che più gli aggrada per il suo quotidiano rito dell’aperitivo o del gelato, a tutti consiglio però una visita al “bar dell’amicizia”: il suo titolare, don Pino, memoria storica dell’isola, purtroppo ci ha lasciato alcuni anni fa ma il suo bar è sempre stato uno dei luoghi “cult” di Lampedusa e, anche se magari per i nostri cocktails preferiamo un altro posto, una visita è d’obbligo, un rito, seppure non ripetuto, irrinunciabile!





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